L’Insostenibile Incertezza dell’Essere … Startup!

 

Ho voluto parafrasare il titolo di un famoso libro, per svelarvi il segreto di Pulcinella: le startup sono innovative quando operano nell’incertezza.

Se così non fosse, non sarebbero innovative. 

Una startup è un organizzazione umana progettata per creare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza. – Eric Ries autore di “The Lean Startup”

Le Startup e il regime di Incertezza

L’incertezza descrive quelle situazioni in cui praticamente tutto è ugualmente possibile (o impossibile)

Tutti i mercati soffrono di incertezza.

Se così non fosse, saremmo tutti ricchi 🙂 .


Molte delle startup o dei prodotti che, nel corso del tempo, hanno rappresentato dei “fallimenti epici” (ad esempio WebVan), avevano, in realtà , al loro interno un altissimo potenziale. Tanto alto da poter diventare la nuova gallina dalle uova d’oro.

Eppure, per i motivi più svariati, oggi raccontiamo le loro storie  come fallimenti e non come successi.

Questo perché l’imprenditore, e ancor di più l’imprenditore di imprese innovative, opera in un mare di incertezza: ogni mercato racchiude un tasso di incertezza.

L’incertezza può essere codificata in n tipologie. Le principali che possiamo (dobbiamo!) affrontare e conoscere in relazione al nostro prodotto/servizio innovativo sono

  • Incertezza della Domanda
  • Incertezza del Contesto
  • Incertezza Tecnologica

Incertezza della Domanda

I clienti compreranno il mio prodotto/servizio? E perché?

Queste sono le prime domande che un imprenditore dovrebbe porsi prima di entrare in un determinato mercato o settore; e le risposte a queste domande non possono essere basate solo sulla semplice intuizione dell’imprenditore.

“Sì, compreranno sicuramente, perchè il mio prodotto/servizio è innovativo/migliore/piùQualcosaRispettoAiQuelloDeiConcorrenti”

Se si affronta in questo modo il regno dell’incertezza nel quale l’imprenditore di startup è costretto ad operare, avremo un unico risultato: il fallimento della nostra idea imprenditoriale.

E’ vero, il fallimento non è da demonizzare ed dal fallimento possiamo imparare tanto. 

Tuttavia, il nostro operato deve essere orientato al successo e non alla ricerca di fallimento. Il fallimento va visto come una parte del percorso per raggiungere il successo. 

Ma torniamo alla risposta di prima

Compreranno il mio prodotto/servizio? sì, sicuramente.

Perchè? Perchè è migliore. Perchè ancora non esiste. ecc…

Ahhhhh… Risposta errata.

Affrontare i problemi con questa logica è una imprenditoriale condanna a morte : stiamo basando tutto il nostro business su delle ipotesi (sicuramente!) non validate.

Il primo errore, la prima trappola, la prima buca nella quale andremo giù è rappresentata dall’avverbio: sicuramente!

  • Sicuramente 
  • Ovviamente
  • Naturalmente
  • Chiaramente
  • Certamente
  • …mente

L’utilizzo di avverbi come quelli sopra esposti “naturalmente, ovviamente, sicuramente, chiaramentepongono alla base di tutta la nostra teoria delle fondamenta che non sono necessariamente verificate.

I miei clienti compreranno sicuramente il mio prodotto perchè è migliore degli altri in commercio.

Non dubito che un prodotto possa essere migliore di un altro in commercio, ma questo non determina l’assioma dell’acquisto.

Tutti sappiamo fare i panini meglio di McDonald’s; eppure se apriamo un fast food, venderemo sicuramente  più di McDonald’s solo perchè il nostro panino è più buono?

Tutti sappiamo la risposta.

Incertezza sulla domanda.

L’incertezza può essere ALTA.

L’incertezza sulla domanda “alta” è una condizione tipica di quei prodotti che cercano di innovare un determinato settore (Segway nei trasporti). Spesso non esistono “competitor” diretti per questo tipo di prodotti, e spesso creano dei veri e propri nuovi mercati (altre volte, semplicemente, si collocano all’interno di mercati già esistenti).

L’incertezza può essere BASSA.

Una “bassa” incertezza sulla domanda, spesso, implica un mercato saturo di competitor nel quale entrare può essere complesso. La certezza dell’esistenza di una domanda di mercato, quindi la certezza che esiste qualcuno disposto a pagare quanto desideriamo per quel determinato prodotto, implica anche l’esistenza di tanti competitor che già stanno traendo profitti da quel determinato prodotto: tanto è bassa l’incertezza della domanda, quanto maggiore sarà la densità di competitor e maggiore sarà la difficoltà di competere per guadagnarsi una “fetta” di mercato.

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Incertezza del Contesto

Il contesto nel quale si opera può essere la nostra fortuna o la nostra rovina.

A conferma di ciò, sono frequenti gli spostamenti delle startup in contesti in cui possano crescere e trovare un ecosistema fertile; si assiste (o comunque negli anni si assisteva) la migrazione verso la Silicon Valley o verso altri paesi/città nel quale si può trovare il giusto contesto in cui operare.

Il contesto nel quale scegliamo di operare può essere anche la nostra rovina:

  • siete una startup di cosmesi e shorts per donne? non penso che riuscirete a fare soldi (e forse nemmeno ad operare) in Iran in questo periodo.
Immagine tratta da Persepolis https://it.wikipedia.org/wiki/Persepolis_(film)

Siete innovatori nel settore dei blu jeans? Non potete sviluppare la vostra idea in Corea del Nord (sono vietati..(così ho letto sul web!)).

Non esiste “il luogo giusto” dove operare;  è giusto scegliere un luogo idoneo ad un corretto sviluppo della propria idea, ed è giusto scegliere un’idea innovativa che sia  coerente e non in contrasto con i caratteri socio-economici e politici del luogo nel quale si opera.

Incertezza Tecnologica

Qualunque sia il contesto nel quale operiamo, il mercato nel quale scegliamo di entrare, il prodotto/servizio innovativo che sviluppiamo, non possiamo prescindere dal contesto tecnologico, dalla conoscenza tecnologica e dall’incertezza tecnologica attuale e futura.

Molte tra le idee più geniali, o tra i prodotti più innovativi che potevano avere un grande successo non lo hanno ottenuto per via del contesto tecnologico nel quale si sono trovati. Uno dei più classici esempi è il tablet presentato da Microsoft nei primi anni duemila al Comdex: nessuno se lo ricorda, e chi lo ricorda lo mette tra i maggiori fallimenti epici della storia.

Come mai tutti identifichiamo come un grande successo e una geniale “invenzione” l’iPad di Steve Jobs, ma non associamo il tablet avveniristico di Microsoft (presentato circa 10 anni prima dell’iPad) al successo?

O meglio: come può lo stesso prodotto (o concettualmente simile), non aver avuto successo 10 anni prima? Non vale la regola di “chi prima arriva, meglio alloggia”?

No, in realtà no.

Essere precursori è un bene; anticipare eccessivamente ai tempi non sempre lo è.

Il tablet di Microsoft non rispondeva a nessuna esigenza di mercato del periodo. L’esigenza dei tablet è venuta dopo aver conosciuto lo smartphone. E lo smartphone è l’adiacente possibile del telefono cellulare. Così come il telefono cellulare è l’adiacente possibile del telefono. E il telefono (il cui primo nome dato da Meucci fu “telegrafo parlante”) lo fu del telegrafo.

        telegrafo                             telefono cellulare                      smartphone

Anche se il tablet non è l’evoluzione dello smartphone, solo dopo lo smartphone è nata l’esigenza dei consumatori di possedere un tablet.

La ricerca dell’’adiacente possibile non riguarda solo l’innovazione del prodotto, ma la ricerca di nuove esigenze, nuovi problemi, nuove necessità che nascono dalle innovazioni esistenti, le quali, mutando la nostra vita di tutti i giorni, aprono nuove porte ad altrettante opportunità.

Se Steve Jobs avesse presentato il Tablet subito dopo il telefono, lo ricorderemo come uno tra i tanti prodotti-flop che le aziende sviluppano.

Il timing nell’innovazione è tutto.

Che cosa possiamo imparare dall’incertezza

Preso atto che operiamo ed opereremo in regime di estrema incertezza, direttamente proporzionale al nostro livello di innovatività di un determinato settore, prodotto o servizio, possiamo imparare diverse lezioni:

1 – Accettare l’incertezza. Se operare nell’incertezza è un dato intrinseco dei mercato, e diventa tanto maggiore al crescere del nostro livello di innovatività, non possiamo far altro che accettare questa condizione di assenza di sicurezza, e cercare di operare nel miglior modo possibile. 

2 – Non utilizzare gli avverbi nel nostro gergo quotidiano. Gli avverbi “ovviamente, sicuramente, ecc…” pongono alla base dei nostri discorsi, delle nostre tesi, delle nostre idee delle assunzioni forti che non spesso sono verificate.

3 – Scegli il giusto contesto. Così come un agricoltore sceglie la terra più idonea per la sua semina, o così come sceglie la giusta semina per il tipo di terreno, anche tu dovrai scegliere il contesto giusto per far fiorire la tua startup, oppure dovrai trovare un’idea vincente per il terreno nel quale vuoi seminare. 

4 – Cercate l’adiacente possibile . Se trovate l’adiacente possibile avrete maggior probabilità di successo. Se nel 2000 a.c. qualcuno avesse inventato una navicella per andare sullo spazio, avrebbe avuto un mercato? No. Ecco, questo è un esempio estremo di innovazione vincente, con un timing sbagliato.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. – Pablo Neruda

 


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L'Insostenibile Incertezza dell'Essere... Startup. Le startup operano nell'incertezza. E l'incertezza cresce, all'aumentare del grado di innovazione.
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