Emil Zàtopek: la locomotiva umana dalla tenacia di ferro

 

Oggi voglio svelarvi una regola fondamentale per avere successo:

No Pain No Gain

Se vuoi avere successo, nel business come nella vita, non mollare alle prime difficoltà. Lavora sodo. E cerca di superare tutti gli ostacoli, uno ad uno.

Ecco alcune lezioni che possiamo imparare dall’avvincente e ispirante storia di Emil Zàtopek, la locomotiva umana.

Emil Zàtopek: breve storia della tenacia della Locomotiva Umana

Cecoslovacco nel periodo del dopoguerra. L’Europa era povera e stremata dal conflitto mondiale. Dipendente di una fabbrica di scarpe.

Prima dei 18 anni, non si era mai allenato per correre.

No, le condizioni non erano proprio le migliori per sfornare un campione di corsa.

La sua prima gara gli fu imposta dal suo datore di lavoro della fabbrica di scarpe per il quale lavorava.

Si allenava di notte, per non perdere le giornate di lavoro.

Come ha fatto, viste le premesse a diventare un campione? Ecco cinque lezioni che possiamo imparare dalla locomotiva umana.

Ai confini del dolore, i veri uomini si distinguono dai ragazzini – Emil Zàtopek

Cinque lezioni che possiamo imparare da Emil Zàtopek

1 – Non è mai troppo tardi per iniziare e provare

Zàtopek ha corso la sua prima gara a 18 anni. Ha iniziato ad allenarsi solo dopo la sua prima corsa.

Ha vinto il triplete d’oro nella corsa (5000 metri, 10000 metri e maratona) alle Olimpiadi del 1952, alla veneranda età (per un corridore) di 30 anni.

Hai presente quando dici “Ormai non ho più l’età per …” beh, tutte ca**ate!

Se fai una breve ricerca su internet, troverai che molte persone di successo, molti milionari contemporanei hanno iniziato probabilmente anche dopo di te.

2 – La vita non è un concorso di bellezza: contano solo i risultati

Correrò con più grazia quando a vincere saranno i corridori con lo stile migliore – Emil Zàtopek

Il suo stile era inguardabile.

Correva come se avesse un cappio al collo, con la testa incastonata tra le spalle e nel volto un’espressione di dolore e sofferenza che rendeva il suo stile, forse, il peggiore mai visto.

E sbuffava, nelle sue smorfie di sofferenza. (ecco perchè “locomotiva”)

Eppure lui vinceva.

Contano solo i risultati: non era il corridore con lo stile migliore, più bello, più tecnico o più aggraziato. Ma lui vinceva, e gli altri no.

Non avevo il talento per correre e sorridere al tempo stesso – Emil Zàtopek

Hai presente quando perdi tempo prezioso per cambiare il colore al bottone della tua app, o quando riordini per l’ennesima volta la scrivania prima di mettere il culo sulla sedia ?

Bene, continua a perdere tempo e risorse celebrali in attività inutili, e quello che otterrai sarà fuffa.

Se semini il nulla, cosa pensi che crescerà? Nulla.

Evita quindi di perdere tempo in perfezionismi inutili.

Evita di controllare la forma più che la sostanza: questo è un cancro che puoi (e devi) debellare se vuoi raggiungere i risultati nel nostro business.

3 – Allenati nelle peggiori condizioni

(Perdonatemi, mi è scappato il Balboa!)

Le strade nell’Europa del primo dopoguerra non erano certo come le conosciamo oggi.

E se non eri benestante, non potevi andare di certo al campo di atletica ad allenarti.

Lui correva per miglia. Spesso nella neve. E, di certo, non lo faceva con le ultime Nike ultraleggere ideali per migliorare le performance della corsa. No, lo faceva con degli stivali pesantissimi.

Fare di necessità virtù è il valore aggiunto dei business e delle persone di successo: Emil Zàtopek, che certamente non navigava nell’oro, si allenava sulla neve con stivali pesantissimi. Per non mancare dal lavoro, si allenava a correre la notte.

Questo gli ha permesso, una volta indossate le scarpe giuste e con le condizioni ideali per correre, di avere una marcia in più rispetto a tutti i suoi avversari.

Provo a farti un altro esempio: se ti alleni con Cristiano Ronaldo o Roger Federer, quando tornerai al campo di calcetto a giocare con i tuoi amici o quando farai la partita di tennis con i tuoi soliti avversari, cosa pensi che succederà? Avrai certamente migliorato il tuo livello!

4 – Lamentarsi non è una strategia: sii tenace.

Nella vita come nel business, le cose non vanno mai come le abbiamo immaginate e programmate.

Le stelle non sono sempre allineate e non tutti i giorni abbiamo quella carica che ci può portare al successo.

La differenza tra le persone che guidano i business di successo e tutti gli altri, è la Tenacia.

Essere tenace significa non mollare anche quando tutto il sistema, il mondo, le persone sembrano remare contro di te.

Emil Zàtopek ha fatto le olimpiadi del dopoguerra. Tutte le nazioni d’europa erano malandate, le strade certamente non asfaltate e bombardate. E gli aerei o i treni non consentivano i collegamenti frequenti e a basso costo cos’ come li conosciamo oggi.

La fermezza e perseveranza nei propositi e nell’azione di Emil Zàtopek l’hanno portato a fare 350 km in bicicletta solo per andare dalla sua città fino a Berlino, dove avrebbe dovuto correre una nuova gara.

Quindi, la prossima volta che ti lamenti che qualcosa non va per il verso giusto, o ti lamenti perchè le condizioni non consentono a te di vivere la vita che vuoi, o al tuo business di avere successo … beh, ca**ate anche queste.

Smettila di lamentarti, ed inizia a lavorare e impegnarti seriamente.

5 – La vita non è una corsa contro qualcuno. E’ una corsa contro te stesso e per te stesso.

Emil Zàtopek ha vinto la maratona la prima volta che l’ha corsa.

E nò, non si trattava di talento.

Tra i concorrenti c’erano corridori molto più talentuosi e più quotati di lui: Jim Peters, detendore del record mondiale di soli due mesi prima, Stan Cox, Delfo Cabrera campione in carica, Reinaldo Gorno e Gustaf Jansson.

Jim Peters impose alla prima sezione di gara un ritmo elevatissimo; Zàtopek e Jansson lo recuperano al quindicesimo kilometro.

La leggenda vuole che ci sia stata una conversazione tra Peters e Zàtopek, nel quale, Emil, da completo neofita e non esperto di gare così lunghe, chiede al campione in carica se il loro ritmo non fosse stato troppo elevato per riuscire ad arrivare fino alla fine.

Peters cercò di mal consigliare Zàtopek, dicendogli che anzi, il loro ritmo era troppo lento. (al contrario, il ritmo era tanto elevato che avrebbe certamente consentito di abbassare il record olimpito, tuttavia da sostenere fino a fine gara sarebbe stato massacrante; Peter ha voluto giocare sull’inesperienza di Zàtopek)

Zàtopek lo prese in parola e accelerò. Il ritmo già elevato divenne insostenibile per tutti, tranne che per Zàtopek, che dal trentesimo kilometro si trovò da solo e percorse gli ultimi 12 kilometri in solitudine, andando a vincere la sua prima maratona (e battendo il record di sei minuti!).

Il business e la vita non sono la tua gara contro qualcuno: corri la tua gara, e vedrai che otterrai i risultati che desideri.

Come applicare le lezioni di Emil Zàtopek nel tuo business

Le lezioni descritte sono applicabili tanto nella vita di tutti i giorni quanto nel business della tua startup.

1 – Non è mai troppo tardi per iniziare e provare. Se pensi che fondare una nuova startup, provare una nuova iniziativa, una nuova idea o strategia di business sia roba da ragazzi giovani e “smart”, e tu sei “troppo vecchio per certe cose”, beh, ti sbagli alla grande. Continua a raccontarti questa scusa, e continuerai a non ottenere nulla, ma almeno penserai di avere la coscienza apposto (anche se dentro di te sai che è solo una scusa).

2 – La vita non è un concorso di bellezza: contano solo i risultati. Eh sì, perdersi nei dettagli insignificanti è lo sport preferito di molti pseudoimprenditori. Se la tua startup non ha venduto nulla, e pensi che cambiare il colore del bottone “acquista” possa fare la differenza, allora pensi veramente che il business sia un concorso di bellezza. Nel business contano solo i risultati. Il tuo prodotto non l’ha provato nessuno? Non l’ha acquistato nessuno? Rimetti in discussione tutte le tue credenze, probabilmente troverai il perchè nessuno ha comprato.

3 – Allenati nelle peggiori condizioni. Se crei un startup in Italia che sappiamo non essere (per tassazione e burocrazia) un terreno fertile per le nuove idee imprenditoriali, e hai successo, appena varcherai il Mediterraneo o le Alpi la strada non potrà che essere in discesa.

4 – Lamentarsi non è una strategia: sii tenace. Sì, lamentarsi non è una buona strategia di business. Il mondo delle startup ha importato il concetto del fallimento positivo come percorso imprenditoriale. Eppure, questo concetto viene spesso travisato al punto che penso che alla prima difficoltà i founders prendono baracca e burattini, e via … finito tutto. Il fallimento può essere parte del percorso imprenditoriale (dove per fallimento non significa sperperare soldi pubblici, o necessariamente indebitarsi fino all’osso e non resituire i debiti, ma significa provare, provare, provare e riprovare, e poi continuare a provare, cambiando strada perché, appunto, quella percorsa non era quella corretta), ma non deve essere il fine. Vedo pseudo-ceo scrivere panegirici alla prima difficoltà … perché fa proprio figo raccontare a tutti pubblicamente quanto abbiamo imparato dall’attività imprenditoriale magari bruciando centinaia di migliaia di euro di soldi di investitori privati o (forse peggio) di soldi pubblici. Eh no, se ti finanzio, se prendi i soldi pubblici (quindi soldi di tutti) mi aspetto che ci provi, riprovi e riprovi fino a quando non riesci. Questo è essere tenaci. Sii tenace.

5 – La vita non è una corsa contro qualcuno. E’ una corsa contro te stesso e per te stesso. Non so se capita anche a voi, ma io mi sento sempre in ritardo. Non in ritardo negli appuntamenti (quello, per me, è parte del DNA), in ritardo nella vita, negli affari, negli obiettivi e nel business in generale. Se questo capita anche a te è perché l’ambizione ti porta a confrontarti con il mondo esterno, e quando vedi Zuckerberg che da trentenne è una delle persone più ricche e influenti del mondo, non puoi che non sentirti “in ritardo”. La verità è che questa sensazione di “perenne ritardo” è positiva se ti spinge, giorno dopo giorno, a fare la tua corsa. Non quella degli altri. Diventa negativa se è la scusa per provarci nemmeno. Fai la tua corsa, e non cercare di rallentare gli altri, cerca di seguirli in modo che, anche se non arrivi prima di loro al traguardo, avrai tentato e, magari migliorato i tuoi record personali.

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Emil Zàtopek: la locomotiva umana dalla tenacia di ferro. Cinque lezioni che possiamo imparare sulla tenacia e perseveranza dalla locomotiva umana.
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