5 Concetti Base di Intelligenza Finanziaria dal libro “Padre Ricco Padre Povero”.

 

Alcuni interessanti insegnamenti che possiamo imparare dal famoso libro Padre Ricco Padre Povero di Robert Kyosaki e Lecter Sharon L.

Il libro Padre Ricco Padre Povero di Robert Kyosaki e Lecter Sharon L. ha avuto un successo internazionale; sinceramente ero un po’ scettico prima di iniziare a leggerlo.

umh..  a me .. queste americanate… non mi convincono

Dopo averne sentito parlare più volte, ho preso coraggio e l’ho letto. E devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso.

E’ un libro leggero e semplice, che si legge velocemente e con piacere. 

Nella sua semplicità, vengono espressi dei concetti e dei punti che ci fanno prendere più consapevolezza di ciò che, in realtà, già conosciamo, ma che scegliamo (consapevolmente o inconsapevolmente) di ignorare

I soldi devono lavorare per te

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Una volta guadagnato, un dollaro non deve più uscire. Vedila così: quando un dollaro entra a far parte delle tue attività, deve iniziare a lavorare per te. La particolarità è che il denaro può lavorare 24 ore al giorno, sette giorni la settimana, per generazioni.

Questo, ahimè, è un concetto che la maggior parte delle persone ignorano. Lavorano 5 giorni la settimana (a volte anche di più), otto o dieci ore al giorno, spesso da dipendenti, senza riuscire a mettere da parte un euro. E i motivi sono i più disparati: 

  • comprare ogni tipo di ca**ata su Amazon e similari
  • andare a cena il fine settimana, o magari anche solo una volta al mese nel ristorante superlusso dove gli chef stellati ti fanno pagare una patata bollita quanto la tua paga giornaliera
  • comprare l’ultimo modello di Iphone, in millecinquecento comode rate da 30 euro al mese, dimenticando che costa quanto il tuo stipendio di un mese 

Questo baratto non è sostenibile a lungo termine; eppure il 90% della popolazione si comporta esattamente così.

Esiste una scelta diversa: metti due spiccioli da parte e li investi, e scopri che puoi guadagnare qualcosa in più rispetto a quello che già ti arriva a fine mese; con i nuovi soldi investiti più quell’altro che sei riuscito a risparmiare puoi trovare nuovi investimenti, e moltiplicare ancora le tue entrate, per poterti veramente permettere una vita migliore.

Attenzione, questo non vuol dire che non devi toglierti qualche sfizio, che non devi andare al ristorante per passare una sera piacevole con il tuo compagno o con i tuoi amici, o che devi tornare al Nokia 3310 per risparmiare; significa solo che puoi rivedere le priorità, e cercare di creare entrate automatiche per far in modo che toglierti qualche sfizio non sia più un sacrificio economico.

Nella vita vanno avanti i temerari

temerari-coraggio

Una volta lasciata la scuola, molti di noi sanno che non sono tanto i diplomi o i buoni voti che contano. Nel mondo reale, fuori dell’Università, è richiesto qualcosa di più della laurea. Viene definito: “fegato”, “palle”, “audacia”, “scaltrezza”, “tenacia”, “astuzia”, “coraggio”. Questo fattore, comunque lo si voglia etichettare, è quello che decide il futuro di ciascuno molto più dei diplomi scolastici.

Inutile girarci attorno. 

L’equazione Laurea=Lavoro non esiste più. Già da tanto tempo. E fare l’ultimo master quasi mai è la soluzione.

Non solo, ma il sistema scolastico italiano, fino alle università e ai master, non ti prepara al mondo del lavoro e al mercato. 

Sì, ti dà le basi. Ma queste non bastano più. Servono altre qualità. Servono altre qualità che non vengono insegnate nelle scuole e nelle università, ma che si possono apprendere anche lì, come la capacità di affrontare situazioni difficili, la positività anche quando qualcosa va storto, non andare nel panico e mantenere la calma anche nelle avversità, relazionarsi con gli altri, saper creare un network, sapersi adattare alle diverse circostanze ed occasioni… insomma, le soft skills.

Viviamo in un’era di cambiamenti repentini, in cui non importa solo quello che hai studiato che può essere obsoleto ma sempre utile, conta quanto sei veloce ad imparare e quanto sei bravo ad adattarti. 

Qualche volta vinci. Qualche volta impari

successo-fallimento

Sfortunatamente la ragione principale per la quale molte persone non sono ricche è perché hanno paura di perdere. I vincitori non sono terrorizzati dall’ipotesi di perdere. Lo sono i perdenti. I fallimenti fanno parte del processo al successo. Le persone che evitano il fallimento, evitano anche il successo.

Gomito del Tennista. Detto anche “braccino”.

E’ quello che capita ai tennisti (e io ne so qualcosa) quando sono in vantaggio, magari ad un punto dalla vittoria perchè hanno giocato una partita fantastica, e proprio quando si rendono conto che possono vincere, parte la paura di perdere. Perdere la partita, per il quale manca solo un punto. L’avversario, invece, che ormai ha la sconfitta in tasca, smette di aver paura di perdere, e gioca come se non ci fosse un domani.

Risultato? Rimonta pazzesca del temporaneamente perdente, e sconfitta colossale di chi era ad un punto dalla vittoria.

Ecco, questo è uno degli esempi di chi ha paura di perdere. 

Un altro tipo di persone che hanno paura di perdere sono quelle che non si mettono nemmeno in gioco: è molto più semplice trovare scuse e avere la certezza di non aver fallito (e anche quella di non avere successo!), piuttosto che mettersi in gioco e provare a dimostrare quel che si vale. 

Chi sceglie di mettersi in gioco, chi matura la consapevolezza che non c’è disonore nel fallimento ma solo una nuova esperienza da portarsi sempre con sè, può dirsi sulla buona strada per avere successo.

Il fallimento ispira i vincitori. Il fallimento annienta i perdenti. E’ questo il grande segreto dei vincenti. E’ il segreto che i perdenti non conoscono.

Non posso permettermelo

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Sbagliato. La domanda giusta è

Come posso fare per permettermelo? Come posso fare per pagarlo?

Il cambio di atteggiamento, il cambio di paradigma dal “non posso” al “come posso” sembra una piccolezza. In fondo dicono la stessa cosa.

Eppure, dire “come posso” apre la mente e ci stimola a trovare i modi per fare ciò che pensavamo di non poter fare.

Shhhh, zitto e ascolta

ascolta e impara

Troppe persone pensano con la bocca invece di ascoltare e assimilare nuove idee e possibilità. Discutono invece di fare domande.

Questa citazione, seppur non strettamente attinente con il soldi, è una di quelle che preferisco. 

Conosco una miriade di persone che sanno tutto di tutto:

  • Terremoto? Tutti sismologi.
  • Crolla un ponte? Tutti ingegneri strutturisti.
  • Assolvono un killer? sono tutti giudici/avvocati penalisti.
  • Cambia il CT della nazionale? Massimi esperti di calcio.
  • Un fiume esonda o una montagna viene giù per la pioggia? Tutti Geologi
  • Trump impone dazi alla Cina? Tutti esperti di diritto e commercio internazionale

Wow. Se solo fosse vero…

Tutti parlano di ciò che non sanno. Tutti parlano e nessuno ascolta, apprende, impara.

Tutti sentono il dovere di dire la loro, e di rispondere a quella domanda che nessuno ha fatto loro.

Ti voglio raccontare una delle scene a cui spesso assisto: un giorno stavo con amici e amiche seduto in un ristorante pizzeria, quando il proprietario e gestore, si siede al tavolo con noi. Era tardi, non c’era più nessuno; il turno era finito e nel rilassarsi mi complimento con lui per come vanno gli affari (in effetti, dalla quantità di persone che c’erano a cena, sembrava che la serata fosse andata proprio bene). Il proprietario ringrazia e racconta che il sabato e la domenica si lavora bene ma è difficile avere nuovi clienti, soprattutto nei giorni infrasettimanali, nonostante le proposte di trasmettere le partite di calcio. 

Tra i presenti partono con i consigli: devi fare questo, devi investire in quello, devi avere più camerieri, devi comprare più vini, devi devi devi. 

Tutti avevano la soluzione in tasca; tutti sapeva esattamente qual era la ricetta giusta, per quel ristorante/pizzeria/bar, per fare più soldi. E nessuno dei consiglianti era un imprenditore, o aveva avuto esperienze pregresse da imprenditore. Nessuno aveva gestito un ristorante/pizzeria/bar. Tutti o disoccupati o dipendenti da una vita. 

In quel tavolo non ho sentito nemmeno un “forse potresti …” o “hai mai valutato di …“. No, solo dei “devi fare così“.

La discussione è andata avanti per un po’; il proprietario, che non è uno stupido, ha comunque ascoltato tutti e magari potrà trarre qualcosa di buono anche dai consigli dei non esperti: il punto è che devi saper ascoltare se vuoi imparare e migliorare.

Per chiudere…

Nonostante fossi un po’ scettico prima di leggere questo libro, devo dire che mi è piaciuto. 

Riassumo brevemente alcuni spunti interessanti che possiamo trarre dal libro, oltre al semplice piacere della lettura:

  • i soldi devono lavorare per te
  • nella vita vanno avanti i temerari
  • qualche volta vinci. qualche volta impari
  • se non puoi permettertelo oggi, chiediti come potresti fare per permettertelo domani
  • non perdere nessuna occasione per stare zitto, e imparare

Tu l’hai letto? Fammi sapere che ne pensi, del libro o degli insegnamenti, nei commenti qui sotto.

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5 Concetti di Intelligenza Finanziaria dal  libro "Padre Ricco Padre Povero".
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5 Concetti di Intelligenza Finanziaria dal libro "Padre Ricco Padre Povero".
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Alcuni interessanti insegnamenti che possiamo imparare dal famoso libro Padre Ricco Padre Povero di Kyosaki e Lecter Sharon L.
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kobansky
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